Attack Path Analysis: di cosa si tratta?
La maggior parte delle organizzazioni è diventata molto brava a individuare le vulnerabilità. Eseguono scanner di vulnerabilità, conducono penetration test e ricevono regolarmente report che elencano centinaia o addirittura migliaia di falle di sicurezza.
Eppure, nonostante questa visibilità, molti team di sicurezza continuano a scontrarsi con una domanda fondamentale: quali vulnerabilità contano davvero?
La risposta è spesso sorprendente. Una vulnerabilità con un punteggio di gravità critico può comportare un rischio immediato ridotto se è isolata dai sistemi critici o protetta dai controlli di sicurezza esistenti. Al tempo stesso, una debolezza di media gravità potrebbe trasformarsi in una seria minaccia se fa parte di un percorso di attacco (attack path) praticabile che conduce ad asset sensibili.
È proprio qui che l’Attack Path Analysis diventa essenziale.
Oltre le singole vulnerabilità
La gestione tradizionale delle vulnerabilità si concentra sull’identificazione e sulla prioritizzazione delle singole debolezze. Sebbene questo approccio rimanga importante, i cybercriminali raramente si affidano a una sola vulnerabilità per raggiungere i propri obiettivi.
Al contrario, combinano molteplici debolezze, errori di configurazione, identità e percorsi di accesso per muoversi all’interno di un ambiente. Un attaccante potrebbe iniziare da un account utente compromesso, sfruttare una risorsa cloud mal configurata, muoversi lateralmente attraverso la rete e, infine, guadagnare l’accesso ai sistemi aziendali critici.
Ogni singolo passaggio può sembrare a basso rischio se analizzato isolatamente. Insieme, però, creano un percorso di compromissione. L’Attack Path Analysis aiuta le organizzazioni a comprendere queste connessioni e a identificare come un attaccante potrebbe realisticamente raggiungere i bersagli di maggior valore.
Perché i punteggi di gravità non bastano più
Per anni, le organizzazioni si sono affidate a metriche come il CVSS per stabilire le priorità degli interventi di riparazione. Sebbene i punteggi di gravità forniscano informazioni utili, non rispondono a diverse domande cruciali:
- La vulnerabilità può essere effettivamente sfruttata in questo specifico ambiente?
- Fornisce l’accesso ad asset critici?
- I controlli di sicurezza esistenti stanno mitigando il rischio?
- Fa parte di un percorso di attacco più ampio?
Senza questo contesto, i team di sicurezza rischiano di spendere una quantità significativa di tempo per risolvere vulnerabilità che difficilmente contribuirebbero a un attacco di successo, trascurando al contempo esposizioni che rappresentano una minaccia più immediata.
Dalla gestione delle vulnerabilità alla gestione dell’esposizione
L’Attack Path Analysis rappresenta un vero e proprio cambio di prospettiva. Invece di chiedersi: “Quanto è grave questa vulnerabilità?”, le organizzazioni iniziano a domandarsi: “In che modo un attaccante potrebbe sfruttare questa esposizione per colpire il business?”
Questo approccio allinea le priorità di sicurezza con gli scenari di attacco del mondo reale e con il rischio aziendale. Consente ai team di sicurezza di concentrare gli sforzi di remediation dove possono ottenere la massima riduzione dell’esposizione, anziché limitarsi a ridurre il numero di vulnerabilità segnalate su una dashboard.
L’Attack Path Analysis come parte del CTEM
Il Continuous Threat Exposure Management (CTEM) amplia la gestione tradizionale delle vulnerabilità identificando, dando priorità, convalidando e riducendo continuamente le esposizioni informatiche. All’interno di questo framework, l’Attack Path Analysis svolge un ruolo fondamentale.
Mappando i potenziali movimenti degli attaccanti all’interno dell’ambiente e verificando quali percorsi siano realisticamente sfruttabili, le organizzazioni ottengono una comprensione più chiara di dove concentrare le risorse e di come ridurre il rischio in modo più efficace. Il risultato è un approccio alla cybersecurity più informato e guidato dal business, che dà la priorità alle esposizioni che contano di più invece di tentare di risolvere tutto.
Secondo Gartner®: “Entro il 2028, le organizzazioni che avranno implementato la gestione continua dell’esposizione alle minacce (CTEM), con un focus speciale sulla mobilitazione tra le varie unità aziendali, registreranno una riduzione di almeno il 50% degli attacchi informatici andati a buon fine.”[1]
Concentrarsi su ciò che conta
La sfida che i moderni team di sicurezza devono affrontare non è più la visibilità: è la prioritizzazione. L’Attack Path Analysis aiuta le organizzazioni ad andare oltre i semplici elenchi di vulnerabilità e a capire come le esposizioni interagiscono all’interno dell’ambiente reale.
Nel panorama delle minacce odierno, la vulnerabilità più pericolosa non è sempre quella con il punteggio più alto. È quella che offre agli attaccanti una via d’accesso verso i vostri asset più critici.
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[1] Gartner®, Use Continuous Threat Exposure Management to Reduce Cyberattacks, by Jonathan Nunez, Pete Shoard, Mitchell Schneider, 16 July 2025. GARTNER è un marchio registrato di Gartner, Inc. e/o delle sue affiliate.









